26 Agosto 2026

Il ritorno sui banchi di scuola è un momento di grande transizione. Per alcuni bambini e ragazzi significa semplicemente riprendere una routine conosciuta; per altri, invece, il rientro può trasformarsi in una fonte di forte apprensione.
Mal di pancia prima di uscire, difficoltà ad addormentarsi, irritabilità, paura delle interrogazioni o la sensazione di non essere all’altezza possono essere alcuni modi in cui l’ansia scolastica si manifesta.
Dal punto di vista di un genitore, questi comportamenti possono sembrare inizialmente un capriccio o poca voglia di studiare. Dal punto di vista di chi li vive, invece, possono rappresentare un disagio concreto, difficile anche da spiegare a parole.
L’ansia non si manifesta soltanto attraverso pensieri e preoccupazioni. Molto spesso coinvolge anche il corpo.
Tra i principali sintomi dell’ansia scolastica possono esserci:
Quando questi segnali compaiono per pochi giorni in prossimità del rientro, possono essere legati alla normale fase di adattamento. Se invece persistono e iniziano a condizionare la quotidianità, è utile provare a capire cosa li sta alimentando.

L’ansia scolastica nei bambini e l’ansia scolastica in adolescenza possono avere origini differenti.
In alcuni casi prevale la paura del distacco dai genitori o la difficoltà di rientrare in una routine più rigida. In altri entrano in gioco le relazioni con i compagni, il timore del giudizio o le aspettative legate ai risultati.
Un ruolo importante viene giocato anche dall’ansia da prestazione scolastica: ogni verifica, interrogazione o voto rischia di essere vissuto come una prova del proprio valore.
Più cresce la paura di sbagliare, più può diventare difficile concentrarsi. E maggiore è la fatica, maggiore può diventare la preoccupazione di non farcela.
A volte dietro il rifiuto della scuola possono esserci anche difficoltà di apprendimento non ancora individuate, che rendono lo studio particolarmente frustrante e richiedono molta più energia rispetto ai compagni.
Quando ci si chiede come combattere l’ansia scolastica, il primo passo è evitare di minimizzare ciò che sta accadendo.
Per un genitore può essere più utile dire: “Vedo che questa situazione ti preoccupa, proviamo a capire insieme cosa succede”, anziché “Non hai niente” o “Devi solo impegnarti di più”.
Per bambini e ragazzi, invece, può essere importante provare a parlarne con una persona di fiducia, senza aspettare che la preoccupazione diventi ingestibile.
Anche ristabilire gradualmente ritmi regolari di sonno, alimentazione e studio può aiutare. Organizzare i compiti in piccoli obiettivi realistici e ridurre la pressione sulla perfezione permette spesso di alleggerire il carico.
Capire come superare l’ansia da prestazione scolastica non significa eliminare completamente ogni agitazione. Significa imparare a riconoscere ciò che la attiva e sviluppare strategie più efficaci per affrontarla.
Se il malessere persiste per diverse settimane, influisce sulla serenità personale o familiare oppure porta a evitare sempre più spesso la scuola, può essere utile un approfondimento professionale.
Un approccio integrato permette di comprendere se alla base prevalga un blocco emotivo, una difficoltà nell’apprendimento o un equilibrio psicofisico da ritrovare.
Chiedere aiuto non significa ingigantire il problema: significa fare chiarezza su ciò che sta succedendo e individuare un modo più sostenibile di affrontare la scuola, per il ragazzo e per tutta la famiglia.
Seleziona la specializzazione, verifica i giorni disponibili e scegli la soluzione più adatta alle tue esigenze, in studio o online.
Con il percorso Centro Re-Mind, già attraverso un primo ciclo di 8 incontri, puoi acquisire strumenti concreti per comprendere i meccanismi dell’ansia, gestirne i sintomi e affrontare con maggiore autonomia le situazioni che oggi ti mettono in difficoltà.
Con il percorso Centro Re-Mind, già attraverso un primo ciclo di 8 incontri, puoi acquisire strumenti concreti per comprendere i meccanismi dell’ansia, gestirne i sintomi e affrontare con maggiore autonomia le situazioni che oggi ti mettono in difficoltà.