Uno spazio in cui trovare contenuti chiari, spunti utili e informazioni per comprendere meglio il proprio benessere emotivo e i percorsi di supporto disponibili.
L’ansia sociale può trasformare relazioni e situazioni quotidiane in una fonte di forte disagio: riconoscerne sintomi e meccanismi è il primo passo per affrontarla.
Perché l’ansia ci tiene svegli? Un approfondimento su cause, sintomi e primi passi utili per interrompere il circolo tra insonnia e attivazione mentale.
L’ADHD negli adulti può essere confuso con ansia, pigrizia o disorganizzazione: una valutazione aiuta a capire il proprio funzionamento e scegliere il supporto più adatto.
Anche il dentista può vivere stress, ansia da prestazione e sovraccarico emotivo: uno spazio psicologico può aiutare a ritrovare equilibrio e sostenibilità nel lavoro.
L’intelligenza artificiale può aiutare a chiarire alcuni pensieri, ma solo uno psicologo può offrire una relazione di cura basata su ascolto, presenza e comprensione reale.
Parlare con figli e adolescenti della malattia e della perdita, con parole semplici e adatte all’età, aiuta la famiglia ad attraversare il lutto oncologico senza restare sola.
La fine di una relazione richiede tempo: attraversare il dolore, senza forzarsi a “stare subito bene”, aiuta a ritrovare equilibrio e continuità personale.
La valutazione neuropsicologica aiuta a comprendere attenzione, memoria e funzioni esecutive per sostenere bambini e adolescenti con possibili segnali di ADHD.
Ti capita di mangiare anche quando non hai davvero fame? La fame emotiva può essere un modo per calmare ansia, stress o tensione. Riconoscerla è il primo passo per ritrovare un rapporto più sereno con il cibo.
La terapia cognitivo comportamentale non è solo parlare dei propri problemi. È un percorso pratico e strutturato che aiuta a comprendere il legame tra pensieri, emozioni e comportamenti, sviluppando strumenti concreti per gestire ansia, stress e difficoltà quotidiane.
L’ansia da esame può influenzare concentrazione, sonno e rendimento, anche quando la preparazione è adeguata. Imparare a gestire emozioni, aspettative e pressione è fondamentale per affrontare studio ed esami in modo più sano e sostenibile.
La V Edizione della Ferrata Re-Mind ha portato i partecipanti lungo il percorso verso la Sacra di San Michele, trasformando la gestione dell’ansia e dello stress in un’esperienza concreta, condivisa e immersa nella natura.
Molte persone non stanno male per un solo evento, ma perché da troppo tempo non si fermano davvero mai. Prendersi uno spazio per sé non è un lusso: può essere il primo passo per recuperare energia, presenza e benessere psicofisico.
Molte persone capiscono benissimo cosa le blocca, ma continuano a sentirsi sole e ferme negli stessi schemi. Un contesto di gruppo ben condotto può aiutare a uscire dall’isolamento e a sperimentare modi nuovi di stare in relazione.
L’ansia non vive solo nei pensieri: vive anche nel corpo. Per questo il movimento, se inserito in modo graduale e regolare, può diventare una risorsa concreta per scaricare attivazione, respirare meglio e ritrovare benessere psicofisico.
Come distinguere ansia e stress, capire perché si somigliano così tanto e riconoscere i segnali che fanno pensare che non si tratti più soltanto di stress.
Come superare gli episodi di ansia fuori casa, in auto, al supermercato o in altri luoghi pubblici, e vuole capire cosa fare nei primi minuti senza peggiorare l’allarme.
Come comportarsi quando si fa fatica a capire cosa prova, tende a sentire tutto in modo confuso o si accorge delle emozioni solo quando sono già troppo forti.
Cosa fare quando si oscilla tra il trattenere tutto e il lasciarsi travolgere da quello che prova. Aiuta a capire cosa significa davvero gestire le emozioni e come riconoscere una regolazione emotiva più stabile.
Un articolo pensato per chi vive ansia prima di un viaggio in aereo, treno, nave o auto e sente crescere il disagio già nei giorni precedenti. Aiuta a capire cosa c’è davvero sotto e come prepararsi meglio senza inseguire il controllo totale.
Un articolo pensato per chi si accorge che il lavoro più importante non accade solo durante la seduta, ma anche nella vita quotidiana. Aiuta a capire cosa osservare tra un incontro e l’altro e come usare meglio ciò che emerge fuori dalla terapia.